La Computer Vision è il pilastro che trasforma un flusso video in dati strutturati. Non si limita a “registrare”, ma esegue una vera e propria interpretazione semantica della scena.
Analisi Multi-Frame: L’IA non analizza singole foto, ma la correlazione temporale tra i fotogrammi. Questo permette di distinguere, ad esempio, tra una caduta accidentale e un piegamento controllato (squat).
Segmentazione e Astrazione: Il software utilizza reti neurali convoluzionali (CNN) per isolare il corpo umano. Questo processo, chiamato Background Subtraction, permette all’IA di ignorare variabili ambientali (luci soffuse, mobili, altre persone sullo sfondo) per concentrarsi esclusivamente sulla “silhouette” dell’utente.
Elaborazione On-Device (Privacy by Design): La vera sfida tecnica è l’ottimizzazione. Grazie alle NPU (Neural Processing Units) dei moderni chip, i modelli di deep learning vengono eseguiti localmente. Questo elimina la latenza della rete e garantisce che i dati biometrici sensibili non lascino mai il dispositivo, trasformando lo smartphone in un “caveau” privato di dati sanitari.